Excursus storico-artistico

a cura di Eugenio Giannì

Calogero Condello è nato a Palma di Montechiaro (AG).

Diplomato presso l’Istituto d’Arte di Agrigento e con una salda esperienza espositiva come la Personale al “Club dell’Arte” di Agrigento nel 1975, la Collettiva al Museo Civico di Licata (AG) e la Personale presso la “Bottega dell’Arte” a Canicattì (AG) nel 1977. Nel 1978 Condello si trasferisce a Firenze per diplomarsi in “Scultura” nella locale Accademia di Belle Arti. Il periodo tra il 1978 e il 1982, oltre ad essere accademicamente formativo, rappresenta l’inizio della sua partecipazione alle collettive organizzate dalla Società di Belle Arti “Circolo degli Artisti “ di Firenze presso la Casa di Dante, mentre nel 1981 partecipa ad una mostra di gruppo e nel 1982 espone con una personale; sempre nello stesso periodo consegue i seguenti premi nazionali: IV Rassegna Arte Arfoli, Pietrapiana, Firenze 1980 (I premio); San Clemente, Firenze 1980 (I premio quale artista rappresentante la Sicilia); Galleria d’Arte Moderna “il Cenacolo”, Firenze 1981 (Premio speciale per la scultura); Galleria d’Arte Moderna “la Tavolozza”, Firenze 1981 (IV premio per la grafica). Motivo del suo trasferimento in Toscana, infatti, è stato il bisogno di una maggiore consapevolezza della cultura rinascimentale, che l’artista puntualizza con queste parole:

Firenze è stata per me una città molto importante poiché mi ha permesso di confermare ed esprimere il senso dell’arte attraverso la scultura; di perfezionare una forma di linguaggio che ancora oggi utilizzo; di vivere e respirare l’aria dei grandi del Rinascimento come Michelangelo, Donatello, Vasari, Brunelleschi e tanti altri.

Dal 1984 al 2002 accresce l’interesse per opere a carattere religioso, ma anche pubbliche, da renderlo celebre nell’ambito di alcuni Comuni siciliani. Nel 1985, infatti, espone al Palazzo Municipale di Palma di Montechiaro; nel 1986 torna alla “Bottega dell’Arte” di Canicattì, e nel 1988 presenta un bozzetto plastico di una fontana per la piazza centrale di Ravanusa (AG).

Nel 1988 si sposta verso il Nord per andare ad insegnare presso l’attuale Liceo artistico “G. Sello” di Udine e dal 1990 al 1994 partecipa alle rassegne sociali regionali d’Arte presso la “Galleria del Centro” di Udine, mentre nel 1991 espone con una personale. Nel 1993 lo troviamo alla Quarta Fiera “Artisti a Pordenone” e con una personale al Centro Culturale “A. Moro” di Cordenons (PN).

È in quest’occasione che l’artista pone in pubblico le sue Astratte affabulazioni, che porta Giovanna Calvo di Ronco a rilevare come il monolitico blocco marmoreo possa a un certo punto trasformarsi in una misteriosa entità che

Cavallo, 1992. Pietra aurisina

s’incurva, ridonda, si piega, si protende leggiadra e infine danza, ignara e dimentica della trascorsa staticità del suo essere… sino a prediligere le forme pure e risonanti, legate al concettualismo…

Ma se è vero che Condello è l’artista che sperimenta il potere della fantasia, la ricchezza immaginativa in storie che con la temporalità hanno in comune il ritmo, la conseguenzialità storica, il movimento come successione, oltre che la spazialità dell’universo, è pur vero che in Genesi di un cavallo fuggito dalla pietra è l’armonia a costituire il fondamento dell’arte.

Opere grafiche: V scena, 1990

Qui viene coinvolto ogni elemento dell’universo; tutti vi partecipano con la medesima forza e tutti conseguono il medesimo scopo: “Lo spazio era felice – scrive Condello – di quell’evento e si faceva penetrare dai corpi liberi e leggeri che vagavano per l’universo”.

Lo spostamento verso il Nord è motivo di maggior respiro espositivo, tant’è che, sempre nel 1993, varca il confine italiano per recarsi nella Repubblica Ceca e partecipare al 2° Convegno di pittura S.I.P.S. a Stemberk e alla Collettiva organizzata presso il Kabinet Grafiky Gallerie di Olomouc.

A Udine, nel 1993, è presente alla Rassegna Internazionale “Incontro Centro Europeo” C.F.A.P., mentre nel 1994 torna a occupare gli spazi della Repubblica Ceca, Kabinet Grafiky Gallerie, Olomouc.

Come ho avuto modo di scrivere nell’agosto del 2016, se ripercorriamo per intere stagioni i momenti operativi che hanno dato luogo alla folta produzione scultoria, dobbiamo fare i conti con i passaggi che si determinano, ad esempio, con Dilaniata del 1995-2003, dove l’interesse è indirizzato verso gli orrori della guerra, e la fantasia, che ha primeggiato sul territorio della poesia e del piacere.

Dilaniata, 1995-2003. Installazione

Ci si chiede: Quale rapporto può instaurarsi tra la vita e la morte, tra la fantasia e la realtà? Ossia tra “Dilaniata” e “Desiderio”, tra” Decontaminazione” e “Adolescenti”, vale dire tra un desiderio di elevazione, di aspirazione all’esaltazione, che alla fine ci si trova battuti, e quello sulla denuncia bellica e ambientale? E vero che sia nell’un caso sia nell’altro si ha da fare con il senso della vita, ma all’occhio dell’osservatore sembrano appartenere a categorie diverse. Eppure l’artista ne fa un discorso unitario: non separa la vita dell’uomo da quella della natura, considerato che rappresentano un condensato della realtà assoluta.

Nel 1994 il problema posto nelle Astratte Affabulazioni si distende nel Mistero di un dialogo. Qui, opera multipla di Condello, l’arte non è più poesia, pittura o scultura, ma semplicemente ARTE; e poiché non ha confini, essa non è di questo mondo.

VII Act, 1994

All’arte appartiene l’universo – scrivevo nel 1994 -, il mondo dei mondi, le dimensioni impercettibili. Essa è STRA-ORDINARIA. In queste innumerevoli realtà fuori da ogni “normale” percezione, da ogni possibile intendimento, da ogni consapevolezza del fare, l’arte consegue i propri fini, investendo magicamente l’artista che, “rapito in estasi”, si lascia trasportare…

Nel 2004 eccolo a Villa Caiselli nell’ambito di “Incontri d’Arte” con una Personale a Percoto (UD); quindi a Palazzo Frisacco “Check Point” di Tolmezzo (UD) e a Codroipo (UD) con Istallazioni e sculture. Scrive Licio Damiani:

Adolescenti, 2003-2004. Vetroresina

In una dimensione da trompe-l’oeil metafisico si collocano le figure a mezzo busto di giovani morbidi come da carne viva, resi minutamente in ogni particolare, in ogni piega, in ogni poro della pelle, indossanti abiti “casual” dai colori vividi iperreali; sono di una freddezza sgargiante. Quasi fossero desunti da calchi dal vero si dispongono quali personaggi inquietanti, semivivi, di un teatro ossessivo da Jonesco a Beckett; comunicano come un’oppressione di androidi, o di “replicanti” da Blad Runner, presenze aliene pronte a impadronirsi del nostro mondo.

Del 2005 è la personale presso la Casa della Confraternita al Castello di Udine (maggio-giugno) e a Villa De Brandis a S. Giovanni al Natisone (settembre-ottobre). A curare la mostra è Enzo Santese, che così sintetizza il percorso dell’artista:

Ragazza con bicchiere, 2005. Terracotta

Condello, prima di addentrarsi nell’avventura creativa, agisce sulla base di una precisa strategia d’intervento: innanzitutto attua un contatto profondo con marmo, pietra o terra, da cui le potenzialità espressive si sprigionano nel lungo studio su consistenza fisica e prospettive di resa plastica. L’artista ha ormai un trentennio di storia, maturata in un lavoro serrato sul corpo umano e sul suo rapporto con il luogo di contenimento. Dopo un periodo governato dalla necessità di produrre opere stilizzate, talvolta fino alla cifra metafisica, com’è il caso del “Cavallo”, Condello approda a un’immagine d’impronta iperrealistica che pare aver raggiunto un improvviso stato d’immobilità, quasi cristallizzata da un evento vulcanico.

Nel periodo estivo del 2009, nel suo laboratorio di Vedronza, Comune di Lusevera (Alta Val Torre), l’artista realizza una serie di corsi d’arte su Scultura, Pittura, Fotografia, Teatro, Danza e Musica, cui fanno da corollario esposizioni di opere e performances.

Nel 2010 realizza la mostra di sculture e istallazioni alla Galleria “Spazio Arte” di Canicattì (AG) e a Vedronza (presso il proprio atelier), nel Comune di Lusevera (UD). A presentare l’istallazione, Innesta la marcia della vita, è Vito Sutto:

Adolescente, 2004. Vetroresina

Condello in questo piccolo centro della Valle del Torre vivrà in un’irreversibile malinconia per la natura e per il suo mistero, alla ricerca del completamento del rapporto con le cose semplici e quotidiane che ogni giorno ci guardano: l’acqua, il sasso, il legno, il fiume e il bosco. E l’anima delle cose aleggia sui nostri respiri.

Nel 2013, con l’obiettivo di divulgare la cultura dell’Arte attraverso corsi ed esposizioni, costituisce l’Associazione Culturale Play Art, dove ricopre la carica di Presidente.

Nel 2014 organizza con l’Associazione Culturale Play Art, in collaborazione col Comune di Tarcento, una mostra collettiva di allievi e insegnanti dei Corsi d’Arte Vacanza presso il palazzo Francipane.

Nel 2015 il Comune di Tarcento propone, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Play Art e del suo Presidente, la seconda edizione della mostra presso Villa Moretti di Tarcento da titolo: Percezioni creative del tempo.

Nel 2016 l’Associazione, in collaborazione con il Comune di Udine e i Civici Musei, è riproposta, presso la Sala della Confraternita Castello di Udine, la terza edizione della mostra con il titolo: Percezione creative della luce, a cura dello stesso Presidente. Dal 5 al 27 novembre dello stesso anno, l’Associazione Culturale Play Art, in collaborazione con il Comune di Udine e i Civici Musei, organizza la mostra personale NON SIAMO I SOLITI IGNOTI a cura di Sabrina Zannier, che scrive:

Non siamo i soliti ignoti, 2016. Installazione

In questa prospettiva le sculture di Calogero Condello mettono in scena volti e corpi di ragazze e ragazzi elevati a metafora del diffuso disagio sociale, che si dispiega in rabbia, sofferenza, difficoltà e uniformità. Problemi che l’artista sonda e indaga, per affermare che l’arte prende di petto la realtà suggerendone, però, la vita di una rinascita esistenziale […] “Non siamo i soliti ignoti” svela così il sentiero del riscatto, attraverso corpi liberati dalla corazza dell’uniformità e volti che, nella ripetizione dei colori saturi e vivaci, tracciano nel gioioso orizzonte dell’arcobaleno la singolarità dei tratti espressivi.

Nel 2017, dal 24 giugno al 9 luglio, l’Associazione, in collaborazione con il Comune di Udine e i Civici Musei, organizza presso la Sala della Confraternita del Castello di Udine, la quarta edizione della mostra col titolo: Armoniche percezioni, a cura dello stesso Presidente.

Nel 2017 il Comune di Gemona del Friuli organizza, in collaborazione con l’Associazione Culturale Play Art, presso Palazzo Elti, dal 6 al 29 ottobre, la mostra personale di scultura NOI CI SIAMO.

Nel 2018, dal 6 al 22 luglio, l’Associazione Culturale Play Art, in collaborazione con il Comune di Udine e i Civici Musei, organizza presso la Casa della Confraternita del Castello di Udine la quinta edizione della mostra dal titolo: Percorsi creativi paralleli.

Dal 21 luglio al 19 agosto 2018, l’Associazione Culturale Play Art, in collaborazione con il Comune di Trieste e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, organizza, a cura di Sabrina Zannier, la personale SOGNO O SON DESTO?.

Sogno o son desto?, 2018. Istallazione

Un interrogativo… un modo di dire che si rivolge a se stessi per esprimere meraviglia, stupore e incredulità quando ci capita qualcosa di così bello che pensiamo possa accadere solo in sogno; oppure quando è difficile individuare il limite tra ragione e passione, tra stato di coscienza e abbandono emozionale, quindi in genere quando si dubita della facoltà di controllo e supervisione delle proprie azioni e dei propri pensieri. … un interrogativo che esprime il desiderio di verità, espresso dai protagonisti in mostra, dai giovani immortalati dall’artista sotto spoglie scultoree. Sono sempre loro a urlare in modo affermativo il titolo che si erge a racconto articolato sulla scena dell’arte.

Nel 2020 la Regione Friuli Venezia Giulia approva e finanzia il progetto “CADUTA E RINASCITA” presentato dall’associazione Culturale Play Art, con la collaborazione e il partenariato della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il partenariato e il contributo del Comune di Aquileia, Buttrio, Cividale, Lusevera, il partenariato del Comune di Udine e Tarcento, e il patrocinio del Comune di Trieste, il contributo della Danieli e la collaborazione del gruppo Tonello di Buttrio con la direzione artistica di Sabrina Zannier, così definito:

  • Comune di Aquileia, dal 2 agosto al 20 settembre 2020, VIAGGI DI RISCATTO;
  • Comune di Lusevera, dal 5 settembre al 31 ottobre 2020, DIALOGHI;
  • Comune di Cividale, dal 26 settembre al 18 ottobre 2020, TAGLI DI LUCE;
  • Comune di Trieste, dal 18 giugno al 19 settembre 2021, MEMORIA DEL LUOGO;
  • Comune di Buttrio, dal 19 giugno al 25 luglio 2021, LA MERAVIGLIA DELL’IO;
  • Comune di Udine, dal 29 ottobre al 21 novembre 2021, UOMO E MADRE NATURA.

Il progetto si conclude nel Comune di Tarcento nel mese di dicembre 2021 con la presentazione del catalogo.

Nel settembre 2023 a cura di Pavel Hogel e testi di Eugenio Giannì, la Galerie Mesta Olomouc con il patrocinio del Comune di Olomouc organizza presso la medesima galerie una mostra personale dal titolo “Riflessioni”.

Nel marzo del 2024 l’Associazione Culturale in coorganizzazione con il Comune di Trieste, con testi di Marianna Accerboni, organizza nel Magazzino 26 sala Lonor Fini una personale dal titolo “Pensiero Tridimensionale Classicità e Futuro”.

Per oltre 35 anni è stato docente di Discipline Scultoree presso il Liceo Artistico di Udine.

Attualmente opera con studio a Buttrio e Vedronza (Udine)

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